Questo
racconto nasce da una ricerca iniziata nel 1999 tesa ad interpretare
la Ciociaria.
L'approccio è quello di un cammino emozionale nel territorio
Ciociaro e nei sui aspetti spesso ignoti, fatti di tenui equilibri
fra la natura e l'opera dell'uomo.
Sita al confine con la provincia di Roma e con la Campania, essa
non è meta di turismo di massa e si rivela come un paesaggio
a tratti aspro e integro nella sua sostanza. Il lavoro in questione
tuttavia non vuole porsi come una promozione del territorio, vuole
semplicemente mostrarlo nella sua normale esclusività. "Ieck" (che in ciociaro significa qui)
si presenta come una sorta di volo esplorativo fatto di passaggi
radenti volti a penetrare fin dentro i particolari, di risalite
in quota tese a catturare in cornici di nuvole l'intimo legame
tra luce e paesaggio e poi nuovamente giù a narrare l'esistenza
di una interfaccia evoluta tra uomo e terra.
L'uomo tuttavia è volutamente estromesso dalle immagini,
ma nella disciplina degli animali così come nelle geometriche
architetture e nelle alterazioni della natura appare come un invisibile
protagonista.
Ancora una volta l'uomo ed i sui rapporti sociali non possono
prescindere dalla terra cui essi appartengono.